Ricerca indica che il 40% dei giovani si sente ansioso o impaurito

Secondo l’indagine sociologica nazionale “Adolescenza, tra speranze e timori”, realizzata da Laboratorio Adolescenza insieme a ISTITUTO IARD, oltre il 40% dei giovani tra i 13 e i 19 anni si sente particolarmente ansioso o impaurito. Gli inediti dati, condivisi con il Dott. Mario Tucci, sono stati presentati da Lundbeck Italia nell’ambito delle iniziative previste per il World Mental Health Day.

“MI VEDETE?”, IL CORTOMETRAGGIO SULLA DEPRESSIONE NEI GIOVANI

Fare luce sull’invisibile è il tema di “Mi vedete?”, il cortometraggio parte del progetto adoleSCIENZE realizzato da Lundbeck Italia, insieme ad Havas Life e Giffoni Innovation Hub presentato al Giffoni Next Generation per favorire il confronto sul tema della depressione nei giovani nel contesto post pandemia da COVID-19.

Al via il Contest CEOforLife Lundbeck Awards

I disturbi d’ansia e depressione a causa della pandemia sono aumentati del 25% in tutto il mondo. Lundbeck Italia e CEOforLife lanciano un contest rivolto alle aziende che stanno definendo una strategia di tutela, prevenzione e promozione della salute mentale per i propri collaboratori. 

Conclusa campagna Insieme per la Salute Mentale

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, un evento in partnership tra Lundbeck Italia e BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, progetto di Fondazione Riccardo Catella, ha concluso la campagna di sensibilizzazione sui disturbi mentali Insieme per la Salute Mentale.

La salute mentale in un mondo disuguale

La salute mentale in un mondo disuguale è il tema della Giornata Mondiale della Salute Mentale 2021. Scopri di più su questo argomento e approfondisci altri temi come il peso mondiale dei disturbi mentali, la disparità in questo ambito e l'impegno di Lundbeck.

Riparte “Insieme per la Salute Mentale”

Riparte “Insieme per la Salute Mentale”, campagna nazionale di sensibilizzazione sui disturbi mentali per rompere il pregiudizio “come bolle di sapone”.

L’ANSIA

Il disturbo d’ansia generalizzata è una malattia associata ad ansia e preoccupazioni eccessive, che possono incidere notevolmente sulla vita personale, familiare e lavorativa di chi ne soffre. Per una diagnosi corretta, questa condizione di apprensione deve presentarsi per la maggior parte delle giornate e per un periodo continuativo di almeno 6 mesi1 (DSM-V).  Questa patologia colpisce il 3,7% della popolazione mondiale1 ed è più diffusa nei Paesi ad alto reddito2.

In Italia il disturbo d’ansia generalizzata ha un impatto elevato:

  • colpisce circa 300.000 di persone con prevalenza a 12 mesi (5 persone su 1000)3
  • il sesso femminile ha il doppio delle probabilità di soffrirne (soprattutto intorno ai 30 anni) 3
  • il 51% delle persone che ne soffrono mostra gravi disabilità in alcuni aspetti della vita domestica, lavorativa, relazionale o sociale2

Questo disturbo si manifesta attraverso una preoccupazione sproporzionata rispetto alla norma e crea una sofferenza continua che ha forti ripercussioni sulla quotidianità3.

Chi ne soffre convive con uno stato continuo di apprensione e tensione: la preoccupazione eccessiva viene riversata su diversi ambiti e situazioni della vita, della persona stessa ma anche dei suoi cari e può riguardare la salute, gli aspetti finanziari, ma anche le performance lavorative o scolastiche. È uno stato di allarme cronico, di continua apprensione, una costante attesa che succeda qualcosa di negativo.


Il disturbo d’ansia generalizzata ha un’evoluzione cronica, con un’alternanza tra fasi di miglioramento e peggioramento ed è comunque considerato un disturbo di lunga durata1.

    Sintomi Fisici
    • tremori
    • tensioni muscolari
    • respiro affannoso e accelerato
    • sudorazione
    • tachicardia
    • disturbi gastrointestinali
    • disturbi del sonno (insonnia, risvegli notturni frequenti)
    Problemi cognitivi
    • difficoltà di concentrazione
    • facile distraibilità
    • difficoltà a memorizzare
    • irritabilità
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Chi soffre di questo disturbo d’ansia, a causa dei sintomi fisici che lo caratterizzano non pensa di avere un disturbo mentale. Si rivolge pertanto al medico, o a uno specialista, per cercare di risolvere proprio questi sintomi e in molti casi  la consulenza psichiatrica viene richiesta solo in un secondo momento, dopo che le analisi cliniche e strumentali non hanno portato a diagnosi specifiche.

In molti casi, tuttavia, prima che si giunga ad una diagnosi psichiatrica e quindi alla sua gestione clinica, molte delle persone che ne soffrono iniziano a far un uso improprio di alcol o di farmaci (ansiolitici, antidolorifici, stimolanti o ipnotici), come automedicazione, che possono indurre la comparsa di ulteriori problemi.

Si stima che il 71% dei casi non sia stato identificato dai medici di base e una delle cause è la forte sovrapposizione dei sintomi con quelli di altri disturbi d’ansia e disturbi dell’umore.4

Grazie a una cura farmacologica e al supporto delle persone care e di professionisti, i sintomi dell’ansia possono essere gestiti per migliorare la qualità di vita di chi ne soffre.5

Chi soffre di un  disturbo d’ansia come quello dell’ansia generalizzata, non riesce a controllare gli stati fisici e psichici che la investono. Come per altre patologie anche da questi disturbi è possibile guarire. Ma per fare questo, oltre alle diagnosi corrette e alle cure adeguate, è importante la rottura dei pregiudizi da parte degli altri.

Frasi e comportamenti generati con facilità e dettati dalla poca conoscenza della patologia.

Per questo è importante una corretta informazione… per poter “rompere” sia i pregiudizi sia l'isolamento nel quale queste persone, e i loro cari, vivono.

  1. DSM-V
  2. Ruscio AM, Hallion LS, Lim CCW, Aguilar-Gaxiola S, Al-Hamzawi A, Alonso J, et al. Cross-sectional comparison of the epidemiology of DSM-5 generalized anxiety disorder across the globe. JAMA Psychiatry. 2017;74(5):465–475.
  3. https://studicognitivi.it/disturbo/disturbo-ansia-generalizzata-dag/#:~:text=Negli%20altri%20paesi%20le%20percentuali,ESEMeD%2C%20Prevalenza%20dei%20Disturbi%20Mentali
  4. Vermani M, Marcus M, Katzman MA. Rates of detection of mood and anxiety disorders in primary care: a descriptive, cross-sectional study. Prim Care Companion CNS Disord. 2011;13(2):PCC.10m01013.
  5. Bandelow B, Michaelis S, Wedekind D. Treatment of anxiety disorders. Dialogues Clin Neurosci. 2017;19(2):93–107.

LA SCHIZOFRENIA

La schizofrenia è un disturbo psicotico, spesso di lunga durata, che può portare a evidenti alterazioni nella percezione della realtà da parte della persona che ne è affetta e rappresenta una delle prime 10 cause di disabilità in tutto il mondo1.

In Italia la schizofrenia ha un impatto elevato:

  • colpisce circa 600.000 persone2
  • può esordire anche nei preadolescenti o durante l’adolescenza3
  • ha una frequenza simile tra donne e uomini, ma questi ultimi tendono a svilupparne prima i sintomi4
  • ha un’influenza notevole sulla vita dell’individuo e su quella della sua famiglia5.

La schizofrenia non è rara: circa una persona su cento ne sperimenta nella propria vita almeno un episodio. La sua gravità e l’andamento variano molto da un individuo all’altro e nelle diverse fasi del suo decorso possono predominare sintomi positivi o negativi. Ma quando è associata ad abuso di alcol e sostanze stupefacenti, presenta un maggiore rischio di manifestazioni psicotiche e un peggiore andamento clinico5.

La sua causa è ancora oggi sconosciuta, ma vi è una forte evidenza di componenti genetiche e ambientali. È accertato però che non esiste un unico fattore scatenante, ma devono concorrere diversi elementi perché si manifesti. Contrariamente a quanto si possa pensare, non sono solo eventi negativi, come un lutto o la separazione da una persona cara, a influire sulla manifestazione della malattia. Anche eventi gioiosi come un matrimonio o la nascita di un figlio possono diventare fattori scatenanti, così come lo “stress cronico” derivante, per esempio da un sovraccarico lavorativo5.

I sintomi spesso non vengono immediatamente riconosciuti ma una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo migliorano l’andamento della malattia.

La diagnosi si basa sui sintomi e sul decorso della malattia e il trattamento consiste:

  • in una terapia farmacologica
  • in una terapia cognitiva
  • in una riabilitazione psicosociale6

È decisivo il colloquio approfondito con uno specialista ed è fondamentale il ruolo della famiglia nell’osservazione del comportamento del paziente.

La schizofrenia è una malattia e come tale va compresa e rispettata.

Ma ancora oggi le persone che ne sono affette e i loro cari subiscono spesso il peso dei pregiudizi degli altri. Per questo è importante che tutti siano correttamente informati per rompere questi pregiudizi e l'isolamento nel quale le persone con schizofrenia e le loro famiglie vivono, così da sostenerli nel percorso di terapia7.

  1. World Health Organization. Schizophrenia fact sheet. 2016.
    (http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs397/en/)
  2. https://www.istitutodipsicopatologia.it/di-cosa-ci-occupiamo/schizofrenia/
  3. Hoffmann A et al. Int J Mol Sci. 2018 Nov 30;19(12):3829.
  4. Tsuang MT, Farone SV. Schizophrenia. Second edition. Oxford University Press Inc., New York: 2005.
  5. https://www.lundbeck.com/content/dam/lundbeck-com/europe/switzerland/06-downloads/am_patientenbroschueren/abil_patientenbroschuere_schizophrenie_update_2019_i_20191211.pdf.coredownload.pdf
  6. https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/disturbi-psichiatrici/schizofrenia-e-disturbi-correlati/schizofrenia
  7. https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/schizofrenia


LA DEPRESSIONE

La depressione rappresenta una condizione clinica grave e invalidante al punto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità la identifica come la causa principale di disabilità in tutto il mondo.

Oggi le persone che ne soffrono a livello mondiale sono oltre 300 milioni e si stima che nel 2030 questa malattia sarà la più diffusa.1

In Italia la depressione ha un impatto elevato soprattutto nella popolazione adulta e tra gli anziani:

  • colpisce circa 2,8 milioni di italiani2
  • ha una frequenza per le donne pari quasi al doppio rispetto agli uomini
  • ha un impatto negativo su chiunque viva accanto alla persona che ne è affetta, siano essi familiari o meno
  • è spesso legata all’ansia cronica, il 7% delle persone oltre i 14 anni ha sofferto di disturbi ansioso-depressivi.2

Questo disturbo può colpire chiunque, ma diversi fattori sociali e biologici possono aumentarne il rischio di sviluppo. Anche esperienze stressanti come una malattia, la disoccupazione o un lutto possono essere una delle cause determinanti questa patologia.3,4

La depressione colpisce le persone in diversi modi, ma è molto di più di un semplice “sentirsi giù” per un breve periodo. È una condizione clinica che si protrae nel tempo che può persistere per settimane, mesi o anni.4

Tutti i sintomi hanno un notevole impatto sulla vita quotidiana perché toccano la sfera:

  • Emotiva (tristezza, sentimenti di disperazione e ansia)
  • Cognitiva (difficoltà a livello di memoria, concentrazione, attenzione e difficoltà nel prendere decisioni)
  • Fisica (disturbo del sonno, dell’appetito e del peso, disfunzione sessuale e mal di testa).3

La depressione è una malattia come altre, deve essere diagnosticata da un medico e può essere curata.

I suoi sintomi possono essere infatti trattati efficacemente con una combinazione di diverse terapie, che possono includere farmaci, counselling, supporto sociale, esercizi e tecniche di auto-aiuto.5

Nonostante ciò, non tutte le persone che ne sono affette ricevono una terapia adeguata o persino una diagnosi precoce. Inoltre, per molte persone, può essere particolarmente difficile riconoscere la propria condizione oppure, quando se ne è coscienti, può essere altrettanto difficoltoso parlarne e chiedere aiuto a causa dello stigma e dei pregiudizi esistenti.6

Il supporto da parte di amici o familiari è fondamentale: coloro che sono vicini alla persona con depressione sono nella posizione di poterla incoraggiare a cercare aiuto consultando un medico per ricevere consigli e supporto.5

  1. https://www.corriere.it/buone-notizie/18_maggio_23/depressione-2030-sara-malattia-piu-diffusa-mondo-faa4fdba-5eaf-11e8-ab4f-a9009bdd5947.shtml
  2. https://www.istat.it/it/archivio/219807. Ultimo accesso: 25 agosto 2020.
  3. American Psychiatric Association. Diagnostic and statistical manual of mental disorders, 5th edition (DSM-5). Washington, D.C.: American Psychiatric Association;
  4. 2013.Conradi H, Ormel J, De Jonge P. Presence of individual (residual) symptoms during depressive episodes and periods of remission: A 3-year prospective study. Psychol Med. 2011;41(6):1165-1174.
  5. https://www.lundbeck.com/it/patients/psychiatry/depression
  6. https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/depressione-maggiore